venerdì 24 luglio 2015

Cerignola. La rete che fa crescere la legalità





«I ragazzi che arrivano qui, si portano a casa la fatica del lavoro nei campi, ma lasciano un segno tangibile del loro passaggio».

Vito ha la faccia ancora impolverata del lavoro con il trattore, gli occhi più chiari e penetranti, i gesti rapidi e vitali. Con la lunga barba, mi ricorda uno di quei profeti raccontati nelle Sacre scritture, almeno per come me li immagino io. Quello che dice è vero. Tutti i campi della legalità che si sono succeduti nel corso degli anni sui terreni del Laboratorio di legalità Francesco Marcone, dal nome del funzionario del catasto ucciso dalla mafia a Foggia nel 1995, hanno lasciato la loro testimonianza in opere, cambiando progressivamente la fisionomia del fondo di Contrada Toro.

Linda, Achraf, Gaia e tutti i ragazzi di Ferrara, Bologna, Campobasso stanno in questi giorni completando i lavori del "Parco della Memoria" in ricordo di tutte le vittime di mafia pugliesi. « La legalità si conquista metro per metro, a partire dalle cose concrete - racconta il presidente della cooperativa, Pietro Fragasso –. Nella prima edizione del campo della legalità, nel 2010 i ragazzi ci aiutarono a ripulire i terreni, da tutti i rifiuti che si erano accumulati. In seguito, chi è venuto ci ha aiutato a costruire l’impianto di irrigazione, ad abbellire e a completare i lavori in muratura del “bunker” (il manufatto senza finestre che si erge all’ingresso del fondo, che una volta era un deposito per le attività illecite del clan, ndr), e a dipingere il murales dedicato alla memoria di Marcone, diventato un simbolo per l’intera comunità, e tanti piccoli altri lavori».

Ma l’importanza dei campi va oltre le opere materiali. Fanno crescere la visibilità e la solidarietà attorno a queste esperienze, in attesa che ci sia una risposta, univoca, decisiva della società civile intorno a queste isole di speranza e di cambiamento.

Nessun commento:

Posta un commento