giovedì 27 agosto 2015

San Marcellino/La moschea in cui la solidarietà non fa distinzioni di razza, sesso e religione



L'incontro dei volontari del Campo Antimafia di Caserta con l'Imam di San Marcellino, Nasser Hodouri. La Moschea è diventata, grazie allo sportello realizzato con Arci, l'associazione "Nero e Non Solo" e Cgil, un punto di riferimento per i braccianti della zona. Nell'assistenza ai migranti, non si fa differenza di religione e di razza.
Abbiamo incontrato l'Imam della Moschea di San Marcellino, Nasser Hodouri, durante un incontro con i volontari del campo della Legalità di Parete-Santa Maria la Fossa. Il rapporto con le persone del luogo non è stato sempre facile.

«Nel 2002 – ricorda l'Imam – due ragazzi della Moschea furono aggrediti a colpi di pietra. Decidemmo di non denunciare gli aggressori ma di chiedere al sindaco di organizzare una festa in piazza, che fu occasione per farci conoscere dai cittadini. Cucinammo il nostro cous cous, per cui tra l'altro siamo noti in tutta la provincia. Il giorno dopo una cinquantina di persone italiane vennero qui per conoscerci. Quell'episodio ha segnato la svolta nei rapporti con la cittadinanza».

La Moschea è oggi il motore di molte iniziative a favore dei braccianti, e degli emigranti, senza guardare al colore della pelle o al credo religioso. Insieme a Cgil, l'associazione "Non Solo Nero" e Arci hanno creato uno sportello di consulenza per assistere legalmente gli immigrati e per insegnare l'italiano. L'ufficio è stato punto di riferimento per molti anni anche per gli italiani del posto. «Dico la verità – aggiunge Nasser Hodouri – non solo abbiamo informato quelli che venivano da noi, ma abbiamo anche imparato a vivere insieme, e questo è anche merito di quelle organizzazioni e quelle persone che con il sorriso sulle labbra ci hanno aiutato a superare anche i momenti più difficili».

Il rapporto con il territorio è stato buono, anche quando nel 2009 la Moschea fu sfiorata da un'indagine contro il terrorismo di matrice islamica. «Non conosco queste tre persone, ma anche se li avessi visti non saprei cosa fanno perché io, quando offro dei servizi, non faccio distinzione né di razza, né di sesso, né di religione», commenta Nasser, chiedendo alla giustizia di accertare la verità in tempi rapidi. Furono molte le voci allora che si levarono in difesa dell'Imam, impegnato da sempre sul terreno dei diritti civili. «Vivo da 25 anni qui, ho ricevuto tanto da questa terra, e a chiunque arrivi insegno questo: a vivere rispettando la libertà degli altri». (A.F.)

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