giovedì 14 luglio 2016

Diritti in campo: a Erbè studenti e pensionati promuovono la cultura della legalità



Parlare di legalità e di criminalità organizzata all’interno di un terreno confiscato a un noto spacciatore affiliato alla ‘ndrangheta. Cucinare, discutere, approfondire, incontrarsi, ridere, svagarsi. Questo e molto altro ancora è stato “Diritti in campo”, il primo laboratorio formativo di legalità e giustizia, svoltosi a Erbè dal 2 al 9 luglio e organizzato da Arci, Spi Sindacato Pensionati Italiani e Rete degli Studenti Medi Veneto.
Un’esperienza unica e dall’alto significato culturale, che ruota attorno al concetto di confronto intergenerazionale e che ha visto riuniti in un unico progetto una decina di studenti delle scuole superiori e dell’Università, i pensionati dello Spi e i responsabile dell’Arci. Relatori, coordinatori, cuochi e campisti hanno contribuito a rendere questa esperienza unica ed indimenticabile, lasciando in ciascuno la voglia di tornare l’anno prossimo, come testimoniano gli stessi partecipanti nei loro “diari dai campi antimafia”.

Anche quest’anno – sottolinea Giuseppe Di Girolamo, segretario generale dello Spi di Veronaè iniziata l’avventura nel campo di Erbè. Si tratta di un’occasione in cui i ragazzi hanno vissuto un’esperienza formativa molto importante. Per noi invece rappresenta un’occasione per allacciare ancora più saldamente il rapporto coi giovani e per comprendere al meglio i loro problemi, le preoccupazioni sul futuro e i loro desideri. Si tratta di un’opportunità per confrontarsi sul tema della legalità e trasmettere i nostri valori. Alla fine del primo campo – continua Di Girolamo – questi 11 ragazzi, tra i 17 e i 18 anni, sono cambiati: vedono che la lotta alla mafia si può intraprendere ogni giorno con piccoli gesti che guidano lungo la strada della legalità. La lotta all’illegalità è e deve essere un impegno quotidiano e culturale”.

Parlare di legalità e di criminalità organizzata all’interno di un terreno confiscato a un noto spacciatore affiliato alla ‘ndrangheta. Cucinare, discutere, approfondire, incontrarsi, ridere, svagarsi. Questo e molto altro ancora è stato “Diritti in campo”, il primo laboratorio formativo di legalità e giustizia, svoltosi a Erbè dal 2 al 9 luglio e organizzato da Arci, Spi Sindacato Pensionati Italiani e Rete degli Studenti Medi Veneto. Un’esperienza unica e dall’alto significato culturale, che ruota attorno al concetto di confronto intergenerazionale e che ha visto riuniti in un unico progetto una decina di studenti delle scuole superiori e dell’Università, i pensionati dello Spi e i responsabile dell’Arci. Relatori, coordinatori, cuochi e campisti hanno contribuito a rendere questa esperienza unica ed indimenticabile, lasciando in ciascuno la voglia di tornare l’anno prossimo, come testimoniano gli stessi partecipanti nei loro “diari dai campi antimafia”.
Sabato 16 luglio inizierà la seconda esperienza: questa volta il campo è organizzato da Libera con il supporto degli scout e si tratta proprio di un campo di lavoro. 31 ragazzi provenienti dalla provincia di Milano avranno la possibilità di lavorare nei campi e di assistere a momenti di formazione e di svago assieme ai nostri pensionati, Imeria Cipriani, Maria Assunta Braioni, Giuseppe Bianchi, Ivo Maini, Giuseppe Bresaola, Enzo De Grandis, Ennio Crescenti.
Il terzo campo inizierà il prossimo 13 agosto e vedrà la partecipazione di ragazzi maggiorenni provenienti da tutta Italia.



Tre campi e tre esperienze differenti tra loro – conclude il segretario dello Spi veronesema unite dalla comune esigenza di una “rivoluzione culturale” che rafforzi in ognuno di noi, pensionati e giovani, il senso della legalità ed il richiamo al rispetto nelle relazioni interpersonali e la necessità di far sentire, tutti insieme, la nostra voce contro quella “cultura mafiosa” che non solo alimenta fenomeni illeciti capaci di corrompere le strutture dello Stato e la sua stessa economia, ma anche di annientare, con la sua cultura, la stessa dignità e volontà dell’essere umano”.

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